La Perla del Mediterraneo

PORTO PINO

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Porto Pino
Spiagge Dune e Calette
Scogliere, Pinete e Lagune

Porto Pino, perla del Mediterraneo.
Così lontano dallo stress, così vicino alla perfezione della natura.
Porto Pino: un paradiso terrestre…
quasi un continente.
Porto Pino è una località posta lungo la costa sud-occidentale della Sardegna nel Golfo di Palmas. È frazione del comune di Sant’Anna Arresi, in provincia del Sud Sardegna in Sardegna. È una località turistica frequentata ogni anno da migliaia di turisti, è uno dei centri balneari di riferimento del basso Sulcis (da Carbonia fino a Sant’Anna Arresi).

Geografia fisica

Porto Pino è una località posta lungo la costa sud-occidentale della Sardegna nel Golfo di Palmas. È frazione del comune di Sant’Anna Arresi, in provincia del Sud Sardegna in Sardegna. È una località turistica frequentata ogni anno da migliaia di turisti, è uno dei centri balneari di riferimento del basso Sulcis (da Carbonia fino a Sant’Anna Arresi).

Storia

L’insenatura di Porto Pino, protetta ad ovest, dal promontorio, fu utilizzata come scalo marittimo fin dall’epoca fenicio-punica, i cui resti sono ancora visibili, per poi divenire un centro mercantile in epoca romana.

Luoghi d’interesse

Le spiagge principali e le dune

La spiaggia di Porto Pino è lunga circa 4 chilometri. È tradizionalmente suddivisa in tre porzioni: due distinte spiagge, separate dai ruderi di un molo, che anticamente proteggeva un altro canale adduttore, e la zona delle dune di sabbia. La cosiddetta prima spiaggia, ubicata alle spalle dei parcheggi comunali, è lunga 550 metri, ed è formata da sabbia compatta e grigiastra. È la più frequentata dai bagnanti perché fornita di vari servizi turistici. La seconda spiaggia, lunga poco meno di 2 chilometri, è formata da sabbia bianca ed è meno frequentata, salvo nella sua parte iniziale e finale, che risultano più facilmente raggiungibili da strade e parcheggi. È suddivisa amministrativamente tra i comuni di Sant’Anna Arresi e Teulada. La zona delle dune, o sabbie bianche (Is arenas biancas) è il terzo settore della spiaggia. Lungo circa 1 chilometro, è situato nel territorio comunale di Teulada e si trova all’interno del perimetro del poligono militare di capo Teulada. L’accesso è consentito solo d’estate. È caratterizzata da dune di sabbia bianchissima prodotte dall’erosione delle rocce del promontorio, da parte dal mare e dagli agenti atmosferici. Sulla cima delle dune cresce una fitta macchia di ginepro coccolone; si trova inoltre la calcatreppola (o eringio marino), l’euforbia, lo sparto. Nonostante le bonifiche, nelle dune e nel mare adiacente è ben nota la presenza di qualche residuato bellico, dovuto alle esercitazioni militari del recente passato. La costa del promontorio di Porto Pineddu, che termina con punta Menga, è nota localmente come Candiani. Il nome deriva dalla presenza, su Punta Menga, delle rovine di una batteria antinave della seconda guerra mondiale intitolata all’ammiraglio Candiani. Dopo punta Menga si trova un litorale noto come Portu Pineddu o Porto Pinetto (come riportato nelle carte IGM e già presente nell’atlante di La Marmora di fine ‘800), caratterizzato da una spiaggia di sabbia bianca a ridosso del promontorio, una piccola spiaggia vicina al nucleo di case, nota come Spiaggia dei Francesi, o Sa bua, e vari tratti di costa rocciosa. Il canale di Porto Pino rappresenta l’unico attuale collegamento tra il mare e gli stagni, che vengono utilizzati sia per l’allevamento dei pesci sia come bacino di prima evaporazione per la salina di Sant’Antioco, distante in linea d’aria una decina di chilometri (l’acqua vi arriva con un sistema di pompe e condotte interrate e scoperte, transitando negli altri stagni del litorale e nel complesso di stagni di S.Caterina). Il giusto apporto d’acqua è garantito da alcune paratie e da un’idrovora. Il canale viene da sempre usato anche come approdo e ormeggio per le barche da pesca di Sant’Anna Arresi e per natanti da diporto. Nel 2004 sono iniziati i lavori di riqualificazione, con la costruzione di banchine, scivoli d’alaggio, un ponte pedonale e una diga foranea (ultimata nell’estate 2011) che proteggerà il canale dalle mareggiate invernali di libeccio.
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